Le terme di Budapest

by Lorenzo Bazzocchi

La ricerca riguardante l’arredo in ghisa nelle città termali ha richiesto l’analisi di un ampio repertorio di fonti, scritte e iconografiche. Le nostre scelte in merito alle realtà da presentare sulla rivista sono state indirizzate dall’intenzione di mettere in evidenza la rilevanza degli arredi in ghisa nei centri che hanno fondato la loro nascita, il loro sviluppo, e anche la loro fortuna, sulle acque curative. Esistono tuttavia numerose località note non solo per le loro terme, dove l’offerta terapeutica rappresenta una delle possibili opportunità che, sommate ad altre eccellenze,  contribuisce a renderle rinomate mete turistiche.

L’articolo che segue è dedicato alla città che meglio incarna queste caratteristiche: Budapest, uno dei centri più visitati d’Europa grazie alla sua ricca storia e ai significativi monumenti.

La capitale ungherese è lontana dal mare, eppure è nata sull’acqua: le sue 120 sorgenti sotterranee la rendono la città europea col più alto numero di luoghi dedicati alla cura, un’attività che raggiunge l’apice della notorietà durante il periodo dell’impero austro-ungarico, anche se furono i Romani i primi a colonizzare la zona ad ovest del fiume Danubio, consapevoli delle sue potenzialità dal punto di vista termale. Il testimone passò poi agli Ottomani, che arricchirono la città di luoghi dove rilassarsi e curarsi grazie allo sfruttamento delle acque.

Fra le più prestigiose, le terme di Gellért si sviluppano sulla riva di Buda in corrispondenza del Ponte della Libertà (Szabadság híd) che nello stile ricorda i ponti a campata sospesa, anche se dal punto di vista strutturale non lo è. Il secondo ponte più vecchio di Budapest, dopo quello delle Catene, fu costruito su progetto dell’ingegnere ungherese János Feketeházy tra il 1894 e il 1896 e inaugurato alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe cui, si racconta, è spettato l’onore di inserire l’ultimo rivetto d’argento nel pilastro della struttura posta sull’altra riva di Pest. Si tratta di un’imponente opera (333m di lunghezza e 20 di larghezza) realizzata interamente in ferro, verniciata di verde e ricca di decorazioni, compresi gli eleganti lampioni in fusione di ghisa installati su entrambe le balaustre. La parte superiore dei quattro piloni è invece decorata con grandi statue bronzee che rappresentano il Turul, uccello simbolo della mitologia ungherese.

Come accennato sopra, questa infrastruttura è ancorata alla riva di Buda proprio nelle immediate vicinanze dell’edificio monumentale delle Terme Gellért che insieme a quelle di Széchenyi, sulla sponda opposta, rappresentano la punta di diamante di un sistema termale millenario.

Superbi mosaici in ceramica, statue in marmo, vetrate dipinte, rendono questo luogo un gioiello architettonico in stile liberty che lascia incantati per lo sfarzo degli ambienti e degli arredi originali. Il complesso, inaugurato nel 1918, diventa in breve tempo la meta preferita dei tanti turisti, stranieri, ma anche degli stessi abitanti, che non rinunciano a una sosta per “prendere le acque”. Oltre al bagno termale e all’annesso hotel di lusso, sono presenti due grandi piscine di cui una all’aperto (con onde artificiali già a partire dagli anni Trenta) –  circondata da un parco e una terrazza panoramica –  e una al coperto con un tetto apribile in vetro e metallo che costituisce un piccolo capolavoro di architettura.  Gli esterni, in particolare l’ampio spazio che delimita la piscina, ospitano arredi di servizio in ghisa quali panchine, lampioni di varie tipologie, con le cime a forma di pastorale e di cetra, grandi gazebo in pietra e copertura in ferro con funzione di ristoro e mescita delle acque. Foto e cartoline degli anni ’60 del Novecento mostrano le piscine scoperte prese d’assalto da centinaia di persone in costume da bagno, dimostrando in maniera inequivocabile il successo e la popolarità del luogo.

Le Terme Gellerét si contendono il primato di bellezza con quelle di Széchenyi, ubicate nel cuore del parco cittadino Városliget dove nella seconda metà del XIX sec.vengono eseguite con successo le prime trivellazioni in profondità su iniziativa dell’ingegnere minerario Vilmos Zsigmondy.  Nel 1881 è già operativo sul posto un “bagno artesiano” che preleva in profondità un’acqua raccomandata in caso di malattie degenerative delle articolazioni, di artriti croniche e semiacute, e per terapie ortopediche e postraumatiche. Il progetto prelude alla costruzione, avvenuta nel 1913, del complesso di edifici, uno dei più grandi e raffinati di tutto il continente europeo, composto da una monumentale facciata in stile neo-barocco e da un mix di vasche termali e piscine, sia interne che esterne.

Allora come oggi il must per ogni frequentatore è il bagno serale  nella strepitosa piscina all’aperto, possibile anche d’inverno per la temperatura dell’acqua che in alcuni casi raggiunge i 77˚C. A rendere ancora più magica l’atmosfera contribuiscono i fumi del vapore che salgono verso l’alto e le luci dei lampioni riflesse sulla superficie dell’acqua. L’immersione totale nella Belle Epoque ungherese di inizio ‘900 è assicurata dalla presenza di arredi in stile, in parte originali, in parte fedelmente riprodotti. Molto belli sono i pali in fusione di ghisa, di tipologie differenti, che illuminano ancora oggi il parterre davanti alla facciata principale. Una di queste colpisce particolarmente per l’elegante base artistica lavorata a motivi vegetali e per la fioriera circolare posizionata a metà della colonna. Sulla cima, a pastorale, è sostenuta un’unica grande lampada elettrica a forma di sfera.

A queste terme se ne aggiungono tante altre, sempre di grande valore artistico e architettonico come i Bagni Rudas che risalgono alla metà del ‘400 e conservano, in modo più marcato di tutti gli altri, il fascino e la sontuosità degli antichi bagni turchi. Sotto alla cupola semisferica, retta da otto colonne, si trova una piscina ottagonale e la luce che filtra dalle finestre della cupola crea insieme all’acqua uno splendido gioco di colori e di riflessi. I Bagni Rác erano noti, invece, con il nome di “terme reali” proprio perché collegati, mediante un lungo corridoio, al Palazzo Reale.

Le quattro piscine del Bagno Király, con temperatura dell’acqua tra 26° C e 40° C, sono altri bagni turchi caratterizzati da una maestosa cupola e da una piscina ottagonale. La loro particolarità è l’assenza di una diretta sorgente di acqua calda: i turchi, infatti, costruirono il bagno lontano dalle sorgenti per garantire la possibilità di usufruire delle proprietà termali anche nel caso di un eventuale assedio.